Che cos'è la fiducia? A cosa serve? In quali rapporti sociali è indispensabile? La fiducia è una risorsa scarsa? In quali ambiti opera e come si produce fiducia? E quali sono le minacce che corrodono la fiducia?
La fiducia è un legame fondamentale che tiene unita la società moderna, senza la quale verrebbero meno la gran parte delle relazioni sociali che ci consentono di stare con gli altri in modo sereno. Definire la fiducia è molto difficile, proprio perché la diamo spesso per assodata, come elemento imprescindibile o peggio ancora come risorsa inesauribile.
La fiducia regola i rapporti sociali sia in ambito privato sia nella sfera pubblica. La fiducia reciproca è alla base di rapporti affettivi familiari, amorosi, amicali e persino di business. Ma esiste poi una sfera fiduciaria altrettanto rilevante, che riguarda il rapporto tra il cittadino e le istituzioni, la politica e i politici. Senza la fiducia si sviluppano sentimenti antisistemici e antipolitici carichi di conseguenze e che arrivano fino alla generazione di movimenti collettivi incentrati su sentimenti avversativi. Ci riferiamo all’odio verso la politica e le classi dirigenti o verso categorie svantaggiate come gli extracomunitari e gli indigenti.
Appare chiaro, dunque, che per definire la fiducia occorre riflettere sui bisogni, i desideri, le aspirazioni e le aspettative degli esseri umani. Si tratta di una famiglia di concetti che ci proiettano verso gli altri in forma positiva ma sotto forma di richieste, per essere ascoltati, compresi, assecondati, valorizzati. La fiducia, in fin dei conti, può essere così definita: come un’aspettativa rispetto ad un comportamento futuro che quando non si realizza, finisce per creare malessere o persino conflitto.
Tra due o più persone violare la fiducia diventa sinonimo di tradimento, come situazione che ci espone alla paura, al risentimento, persino all’odio in quanto sfiduciati. La fiducia è quindi il collante stesso che tiene unite le società contemporanee, un bene pubblico rilevantissimo ma al tempo stesso fragile e a rischio di estinzione.
Per analizzare la fiducia come risorsa scarsa, la sociologia ha sviluppato una teoria chiamata social capital, secondo la quale le società che ne sono dotate riescono a promuovere sia la democrazia sia gli affari, l'economia e il benessere diffuso. Alla base del capitale sociale si ritrovano spesso altri concetti come il senso civico, il rispetto degli altri e delle regole condivise (come quelle che ci impediscono di buttare una carta a terra o di attraversare con il rosso o di saltare la fila in banca o al supermercato).
Indicatori del senso civico e del capitale sociale sono spesso la presenza di associazioni, il numero dei loro iscritti e la pervasività delle loro azioni, in termini di contrasto all'esclusione sociale, di soggetti messi ai margini come anziani, diversamente abili, minori a rischio, ex detenuti, ecc. Così come la presenza dell'associazionismo svolge una funzione fondamentale anche nella promozione di valori e comportamenti collettivi come il volontariato. Anche lo sport e le associazioni sportive svolgono un ruolo fondamentale nella promozione di valori come il rispetto delle regole, la competizione nel rispetto dell’avversario che non deve diventare mai un nemico.
Si parla sempre più spesso di crisi della fiducia a causa del declino di istituzioni sociali come la famiglia, la chiesa e la comunità, come se appartenessero ad epoche passate, oggi sempre più vittime della secolarizzazione che conduce gli individui ad allontanarsi da schemi e da luoghi di interazione tradizionali, a favore di comportamenti individualisti e utilitaristi. Tutte le unità percepite come tradizionali, dalla famiglia, ai rapporti di vicinato, a quelli di quartiere che un tempo garantivano forme di solidarietà e di reciprocità rischiano di consumarsi del tutto.
